Dic 2021

Le diverse fasi per imparare ad uscire dal rifiuto.

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Una parola offensiva, un atteggiamento freddo da parte di qualcuno intorno a noi ed ecco che ci sentiamo completamente rifiutati. Da dove viene questo sentimento dannoso e come possiamo affrontarlo ?
Intervista con Beatriz Gaillet, formatrice in relazioni d’aiuto del movimento Gioventù in Missione a Bruxelles.

Perché sentirsi rifiutati fa così male?
Nei sentimenti come il rifiuto o l’abbandono, l’importante non è la realtà dell’avvenimento, ma come viene vissuto dalla persona. Rifiuto e abbandono fanno male perché toccano l’identità, la dignità e l’autostima.
“Attaccarci, legarci” in una relazione risale al grembo materno e continua dopo la nascita. A qualsiasi età, l’abbandono e il rifiuto provocano delle profonde sofferenze perché inconsciamente portano alla mente i primi abbandoni e rifiuti, con tutte le emozioni che li accompagnano. La rabbia, l’odio e la gelosia provati in quel momento si aggiungono a quelli provati durante l’ultimo rifiuto, il che spiega perché alcune separazioni in una coppia, o alcuni divorzi, possono essere cosi violenti.

Di fronte al rifiuto, mettiamo in atto dei meccanismi di protezione. Quali sono le conseguenze?
Alla luce di molteplici rifiuti sperimentati durante l’infanzia, possono mettersi in atto due tipi di protezione e questo a diversi livelli: l’isolamento e l’aggressività. Nell’isolamento, c’è un atteggiamento di autocommiserazione, dolore, vergogna, tristezza o addirittura odio verso sé stessi. C’è un risentimento di inferiorità, di colpa e la fiducia in sé stessi e negli altri è alterata. Poiché abbiamo bisogno degli altri per essere amati ed essere riconosciuti, possiamo diventare “accomodanti” diventando ciò che gli altri vogliono che siamo. Diventa difficile quindi dire di no. L’aggressività e la rabbia vengono nascoste, per non essere mal percepite e ignorate. Ci forgiamo un’identità per piacere agli altri al prezzo di nascondere ciò che siamo veramente. Creiamo una bolla protettiva, un mondo tutto nostro e sicuro, da cui usciamo solo per garantire la nostra vita quotidiana.

Come uscire dal rifiuto ?
Uscire dal rifiuto richiede di affrontare le sofferenze del passato. C’è un momento nella vita dove siamo pronti a farlo. Qui, possiamo ispirarci all’approccio degli Alcolisti Anonimi, adattato al rifiuto:

  • Primo: ammetto che sono impotente di fronte al rifiuto e che ho perso il controllo della mia vita.
  • Secondo: sono venuto a conoscenza che Dio può aiutarmi.
  • Terzo: ho deciso di affidare la mia vita e la mia volontà nelle mani di Dio.

In relazione di aiuto cristiano, si trattano le ferite provocate dal rifiuto sia dal passato che dal presente, sotto lo sguardo attento di Dio. Per ogni trauma che riaffiora, è importante esprimere a Gesù le sofferenze, le emozioni e i bisogni di quel momento. In seguito, bisogna “lasciarLo entrare nel cuore” affinché Egli possa compiere un’opera di guarigione.

A che punto dovrebbe avvenire il perdono?
Il perdono è un processo ed esso può richiedere del tempo. Il passo iniziale è la volontà di perdonare. Un altro passo è quello di riconoscere le difese che abbiamo scelto per proteggerci. Bisogna imparare a proteggersi nel modo giusto, senza negare la propria personalità diventando troppo accomodanti, e allo stesso tempo senza mancare di rispetto. Li dove le nostre difese hanno ferito gli altri, è anche giusto chiedere perdono a sé stessi.
Ci sarà anche da lavorare sulle false credenze riguardo le immagini del padre, della madre, del figlio, delle relazioni e di Dio. In questo cammino, avere un’immagine giusta di Dio, ci permette di avere una migliore relazione e di essere sempre più intimi nel nostro rapporto con Lui.

Beatriz Gaillet

Aggiunta della redazione: Alcuni versetti biblici d’incoraggiamento

Perché tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo, do uomini al tuo posto e nazioni in cambio della tua vita.
Isaia 43:4

Una donna perfetta chi potrà trovarla? Ben superiore alle perle è il suo valore.
Proverbi 31:10

“Molto tempo fa l’Eterno mi è apparso, dicendo: «Sì, ti ho amata di un amore eterno; per questo ti ho attirata con benevolenza”.
Geremia 31: 3

“Poiché conosco i pensieri che ho per voi, dice il Signore, pensieri di pace e non di male, per darvi un futuro e una speranza”.
Geremia 29:11

“Può una donna dimenticare il suo bambino che allatta e non avere compassione del figlio del suo seno? Sicuramente potrebbero dimenticare, ma io non ti dimenticherò”.
Isaia 49:15

“Vedi, ti ho scolpito sui palmi delle mie mani; le tue mura sono sempre davanti a me”.
Isaia 49:16

Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro?
Matteo 6:26

Sei tu che hai formato le mie reni, che mi hai intessuto nel seno di mia madre. Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo. Meravigliose sono le tue opere,
e l'anima mia lo sa molto bene.
Salmo 139:13

 

  • Fonte: © Jesus.ch
  • Autrice: Miriam Hinrichs
  • Traduzione: Gabriella Mezzanotti
  • Upload: Grazia Marano