Giu 2022

Dipendenti dalla navigazione in rete

Un problema riguarda anche i cristiani
Pastori e terapisti lanciano l'allarme: circa 560.000 persone in Germania sono dipendenti dalla navigazione in rete o dai giochi su internet. Questo è quanto è emerso da uno studio commissionato dal Ministero Federale della Salute. Come aiutare?
Coloro che sono dipendenti da Internet spesso trascurano le relazioni sociali nel mondo reale.
Gli adolescenti e i giovani adulti sono particolarmente a rischio. Nella fascia d’età dai 14 ai 16 anni sono le ragazze ad essere più spesso colpite dalla dipendenza rispetto ai ragazzi. Fino ad ora invece erano stati considerati più vulnerabili i giovani di sesso maschile.
I ricercatori spiegano il numero crescente di ragazze colpite dalla crescente influenza dei social come Facebook. Le giovani donne che navigano in Internet trascorrerebbero circa il 77% del loro tempo su internet, mentre i ragazzi ‘solo’ il 66%.

Solo mondo virtuale
Come valutano gli esperti evangelici la dipendenza da internet e come possono aiutare?
Il responsabile dell'associazione per l'etica sessuale e la cura pastorale Croce Bianca, Rolf Trauernicht, e il pedagogista Eberhard Freitag del centro di consulenza per l’eccessivo utilizzo dei media "ritorno" si sono espressi in merito.
Secondo loro, i sintomi della dipendenza vanno dalla perdita di controllo sul tempo trascorso in internet alla completa negligenza. Le persone colpite trascurano i loro compiti quotidiani. In casi estremi, non vanno più a scuola o al lavoro. Le relazioni e i contatti sociali vengono coltivati sempre meno. I dipendenti da Internet vivono quasi esclusivamente in un mondo virtuale.
Trauernicht: "Riceviamo e-mail ogni giorno, soprattutto da giovani che cercano aiuto". La frustrazione della vita, la noia e la sensazione di essere sopraffatti sono le cause principali della dipendenza dai media, che le persone interessate cercano di coprire - spesso inconsciamente – con il loro utilizzo. Trauernicht ha già trattato più di 100 casi. Si rivolgono a lui sia cristiani che persone senza alcuna appartenenza alla chiesa.

Contrastare con la preghiera
La dipendenza dai media è una sfida spirituale e deve essere pertanto affrontata spiritualmente attraverso la preghiera, afferma Trauernicht. Questo è un compito speciale per i cristiani nella cura pastorale e nella terapia. Le comunità cristiane dovrebbero affrontare la dipendenza da internet ed educare le persone sulle sue conseguenze.

Il pedagogista Eberhard Freitag sostiene che il centro di consulenza "ritorno" - un'istituzione della libera chiesa Diakoniewerk Kirchröder Turm di Hannover - rilev un raddoppio dei casi di consulenza ogni anno. Attualmente, il centro si occupa di circa 100 soggetti colpiti da questa dipendenza. Il fatto che soprattutto i bambini e i giovani siano a rischio viene spiegato da Freitag in questo modo: "Ottengono il successo e conferme molto più facilmente in rete che nella vita reale, ma il problema è che Internet non offre la soluzione per come affrontare i problemi reali e il possibile fallimento".

Coinvolgere le comunità
I due esperti consigliano ai genitori di installare programmi di protezione sui computer dei loro figli, perché questi di solito si imbattono in siti problematici per caso. I genitori dovrebbero definire chiaramente i tempi in cui i loro figli possono usare il computer. Rolf Trauernicht della Croce Bianca suggerisce di presentare nelle comunità il programma per la protezione dei bambini "Programmdiakone für Kinderschutzt”,di aiutare le famiglie nell'installazione di programmi di protezione e porre questo argomento nell'ordine del giorno.

Il responsabile di "ritorno" Freitag raccomanda di organizzare nelle comunità cristiane un’attività giovanile che attragga i giovani come misura preventiva contro la dipendenza da Internet. Gli adolescenti hanno bisogno di essere attivi nella vita reale. In gruppo potrebbero imparare ad assumersi delle responsabilità, a collocarsi correttamente e ad ottenere il riconoscimento necessario attraverso i contatti sociali. "Ritorno" offre un'ulteriore formazione su questo tema alle comunità cristiane.

  • Fonte: © ideaschweiz.ch
  • Traduzione: Gabriella Mezzanotti
  • Upload: Grazia Marano