Giu 2022

Gesù - compagno, amico o Signore?

Dio si è avvicinato a noi in Gesù. Questa è una delle affermazioni centrali del Vangelo, la Buona Notizia. Ma quanto vicino è vicino? Si può essere amici di Dio?
"Se fai ancora questo, allora non sono più tuo amico", minaccia Luca a Leon alla scuola materna. Accanto a lui, Marie prende Selma tra le braccia e sussurra: "Tu sei la mia migliore amica". Cinque minuti dopo, i due bambini stanno già giocando di nuovo insieme, e le bambine vanno per la loro strada e non prestano più attenzione agli altri. In modo analogo anche noi coltiviamo ciò che oltre l’85% dei tedeschi considera "particolarmente importante e desiderabile" nella propria vita: l’amicizia.
Il dizionario di psicologia definisce l'amicizia come "una relazione interpersonale che offre uno spazio individuale particolarmente ampio". Le amiche e gli amici decidono da soli come deve essere coltivata l'amicizia, quanto intensa, quanto stretta, quanto aperta debba essere, con che frequenza e in che modo si vuole essere presenti l'uno per l'altro". L'amicizia è determinata dalla reciprocità, ha un valore per entrambe le parti, è volontaria e fondamentalmente positiva. Come si concilia tutto ciò con l'immagine biblica dell'amicizia? Con l'idea spesso menzionata che Gesù vuole essere nostro amico?

L'amicizia con Gesù
Il pastore americano Frederick Schmidt nota negli Stati Uniti una forte tendenza verso la "formazione di compagnia" (amicizia) con Gesù. Egli identifica il motivo di ciò in un'enfasi eccessiva posta sulla "relazione personale con Cristo" e l'atteggiamento diffuso che abbiamo bisogno di "sentire l'intimità con Dio". Per quanto importante e bella sia una relazione intima con Dio, Schmidt chiarisce che non è il nostro "amico cosmico". Il legame con Lui non è "come le nostre migliori amicizie, ma meglio".
Questo può irritare alcuni, ma egli pone l’accento sul fatto che "non siamo alla pari di Dio. La nostra relazione con Dio non è basata sull’affinità o sull’affetto. Dio è Dio e noi no. Dio ha una relazione intima con noi, ma questa relazione è iniziata da Dio". Tutto ciò dimostra, per lui, che una relazione intima con Cristo è paradossalmente garantita dalla natura ultraterrena, dall'onnipotenza e dalla diversità di Dio - non dalla vicinanza amichevole.

Amicizia a senso unico?
Ora, nella Bibbia si parla in diversi punti di un'amicizia con Dio. Già nell'Antico Testamento, Dio dice di Abramo che era suo amico (Isaia, capitolo 41, versetto 8). E nel Nuovo Testamento Gesù descrive così la relazione con i suoi discepoli : "Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici se fate tutto quello che vi comando" (Giovanni, capitolo 15, versetti 13-14).
Alcuni commentatori della Bibbia interpretano questo concetto di amicizia in modo unilaterale. Secondo loro, Dio ci nobiliterebbe davvero attraverso la sua amicizia, ma questa amicizia sarebbe raggiungibile per noi esseri umani solo attraverso la nostra obbedienza ed Egli rimarrebbe sempre il "Signore", non il nostro amico.

Quale amico...
Che cosa è vero allora? Per tutto il desiderio che si può avere di un Dio vicino, il "migliore amico" che si può mettere in tasca non è conforme all'immagine biblica di Dio. Una regola sacra di distanza (Dio ci tratta come amici, noi lo chiamiamo Signore), tuttavia, fa perdere proprio la vicinanza speciale che può - e dovrebbe - esistere tra Dio e gli esseri umani. L'amicizia di Dio non dipende dalla nostra obbedienza. Gesù lo sottolinea quando riprende il rimprovero dei suoi avversari e rivendica come titolo per sé: essere "amico degli esattori e dei peccatori" (Luca, capitolo 7,versetto 34), quindi non solo dei giusti e degli obbedienti.
Sui social si può a volte indicare il proprio stato di relazione: single, fidanzato, sposato, in una unione civile fissa o semplicemente "è complesso". In un certo modo è lo stesso con Gesù. I punti estremi (santità senza vicinanza e vicinanza senza santità) non sono adeguati. Forse perché "amico" e "Signore" per lui non sono assolutamente opposti?
Anche il predicatore e poeta Joseph M. Scriven non vedeva questi due termini come opposti. Il suo cantico più famoso inizia così: "Quale amico in Cristo abbiamo, oh quanto è innalzato...".

 

  • Fonte: © Livenet.ch
  • Autore: Hauke Burgarth
  • Traduzione: Gabriella Mezzanotti
  • Upload: Grazia Marano